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30/09/2019 - ISOLE FAROE

È buio quando scendiamo dalla nave. Il buio della notte copre come un manto la superficie di quest’isola.

Le Faroe… le ho sempre sognate, come un miraggio lontano. Una destinazione insolita, fuori dalle solite rotte dei turisti in cerca di angoli dove scattare foto “da postare sui social”.

Chi viene qui lo fa per essere circondato dalla natura, immergersi nel silenzio, respirare e vivere quest’atmosfera surreale e rarefatta che scorgiamo non appena sorge l’alba.

Il cielo si tinge di un rosa pallido che si riflette sull’acqua dei fiordi, e io mi sento grata.
Un altro giorno fortunato della mia esistenza, un’esperienza che ricorderò e potrò raccontare a Edoardo, che con attenzione e curiosità ascolterà ogni dettaglio.
Sono sicura che amerebbe questo luogo.

Ci fermiamo in una casa di legno con il tipico tetto ricoperto da un manto erboso, la guida mi spiega che questa serve ad isolare l’ambiente e che ogni abitazione è costruita con i materiali che riescono a trovare sull’isola: le pietre ricavate dalle pareti rocciose, il legno portato dal mare, e i muschi che crescono spontanei nelle vallate.
Il paesaggio è indescrivibile. Ho da subito la percezione che qui, la vera padrona sia la natura, maestosa, selvaggia e indomabile, e che l’uomo, non sia altro che un ospite rispettoso e grato a questa terra così bella.

I nuclei abitati sono composti da una manciata di case; mentre nel centro di Torshavn, dove risiede la maggior parte della popolazione è (ovvero il Porto di Thor) si trovano localini dal design internazionale, librerie e caffè.
Ma l’immagine che scelgo di portarmi via è la vista sul fiordo, illuminato dalle prime luci del giorno; le pecore che pascolano libere nel prato e il silenzio di sottofondo.

Queste sono le mie Faroe.
Un luogo dove la bellezza si contempla senza proferire parola.

Lorena

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