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15/01/2020 - DOHA

Doha

Per me questa è l’ultima tappa di una lunga, lunghiiiissima spedizione durata tre mesi in giro per il mondo. E come concludere al meglio se non a Doha? Città ipermoderna, colorata, chiassosa e ospitale.
L’ho sempre immaginata come una città “finta” ma, dopo esserci stata per una settimana ho scoperto una realtà in grande trasformazione che cerca di mantenere vive le tradizioni.

Mi ha impressionato come lo skyline sia sempre in fase di ampliamento, qui dicono che dal nulla, ogni mese, spuntino fuori nuovi grattacieli. Insomma, una città dinamica in continua espansione.
Ciò che più mi è piaciuto è l’interattività delle nuove costruzioni, infatti si trovano schermi touch-screen ovunque, persino all’interno della National Library of Qatar. Bellissima! Fa proprio venire voglia di prendere un libro ed immergersi in una attenta lettura.
Ha persino un sistema di noleggio, consegna e smistamento libri automatico. Super!

Altro building futuristico è il National Museum. Ci si perde guardando le splendide proiezioni e le mappe interattive al suo interno. Spiegano la storia del Qatar partendo da flora e fauna, passando all’arte della pesca delle perle e giungendo alla storia e tradizione del vestiario arabo.

In questa terra ho incontrato di nuovo il deserto. La sua sabbia non assomiglia per niente a quella del Wadi Rum in Giordania. È molto più fine e gialla, ma ci siamo comunque divertite ad esplorarlo a bordo delle nostre Jeep.

E adesso chissà come sarà tornare alla vita di tutti i giorni. Credo mi ci vorrà qualche giorno prima di ingranare e capire che non dovrò più portare marsupio e cappello, spero però che non passi nemmeno troppo tempo prima di indossarli di nuovo.

Francesca.


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