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Donnavventura

30/09/2013 - PRIMO MESE DI VIAGGIO

Si è conclusa la prima parte di questa nuova grande avventura a stelle strisce, che ha visto il team composto da Ana, Michela, Federica e Valentina, partire da Milano ed atterrare a New York, la più sognata, carismatica, energica e cosmopolita metropoli americana.
Il naso è rivolto all’insù per raggiungere con lo sguardo le cime dei grattacieli, dall’Empire State Building, alla Trump Tower, mentre i piedi calpestano il suolo di Time Square, della Quinta Strada con le boutique di lusso e dei più famosi quartieri della downtown: Garment District, Soho, Financial District, China Town e Greenwich Village.
E’ d’obbligo una corsa a Central Park, che è solo uno dei numerosi parchi cittadini insieme al Madison Square Park e a Gramercy Park, il cui accesso è riservato ai residenti della zona. Arte e cultura si incontrano al museo Moma e alla Carnegie Hall, storica sala da concerto della metropoli.
Ma New York non è solo Manhattan, a Long Island si visita l’Oheka Castle, suntuosa dimora in stile francese che ha ispirato il capolavoro di Francis Scott Fitzgerald: Il grande Gatsby.
Infine un volo notturno in elicottero regala l’ultima grande emozione newyorchese, vedere The Big Apple dall’alto, nello splendido scintillio delle sue mille e mille luci.
E’ tempo di lasciare New York, la carovana attraversa lo stato del New Jersy e raggiunge Lancaster in Pennsylvania, passando dai grattacieli alle fattorie con i mulini a vento e le mandrie al pascolo. Qui avviene l’incontro con la comunità Amish che vive nel ferreo rispetto delle proprie tradizioni, niente corrente elettrica o diavolerie meccaniche per loro, si vive del lavoro dei campi, ancora arati servendosi dei buoi.
Tappa successiva Port Clinton in Ohio per andare alla scoperta dell‘arcipelago delle Bass Island, dopo di che nuovo giorno e nuovo stato, è la volta dell’Indiana e della sua capitale Indianapolis, definita Nap Town ovvero città sonnellino per la sua tranquillità, a dispetto dello storico autodromo, dove ogni Donnavventura può provare l’ebrezza di fare un giro di pista su una rombante Camaro.
La carovana riparte per raggiungere Saint Louis, Illinois, sesto stato di questo lungo viaggio che è appena cominciato. Inconfondibile lo skyline della città con l’imponente Gateway Arch, alto 190 metri, simbolo della città stessa e porta del selvaggio West.
Numerosi sono i battelli che scivolano sulle acque del Mississippi River che la attraversa, creando un’atmosfera tranquilla e piacevole.
Da Saint Louis finalmente si imbocca la mitica Route 66, la strada più sognata dai motociclisti e da quanti amino attraversare questi sconfinati paesaggi. La Mother Road, come la battezzò John Steinbeck, attraversa otto stati da Chicago a Santa Monica.
La carovana raggiunge Springfield e punta verso Oklahoma City, dove fa tappa, qui si tiene uno dei mercati del bestiame più conosciuti degli Stati Uniti e più grandi al mondo: l’Oklahoma National Stockyards.
La tappa successiva è Amarillo in Texas, la capitale mondiale dell’elio, che deve il suo nome al colore giallo dei fiori che punteggiano le praterie circostanti. Primo obiettivo è il Cadillac Ranch dove si sono fermati viaggiatori di tutto il mondo. Ma le donnavventura non potevano certo perdersi il celebre rodeo, una tradizione che risale alla fine del XVIII secolo, portata dagli spagnoli prima in Mexico poi negli stati meridionali degli Stati Uniti. E’ un tripudio di cappelli texani, jeans con le frange e camicie a scacchi e poi tutte a bordo dei pick-up, alla volta del Los Cedros Ranch.
Le ragazze respirano per la prima volta la vera aria del west!
Si lascia a malincuore il Texas per entrare in New Mexico, destinazione Santa Fe, prima però tappa obbligata al Midpoint Café, un piccolo locale situato a metà del percorso della Route 66, a poca distanza dal confine.
Santa Fe è la capitale del New Mexico, la più alta degli Stati Uniti perché sorge a 2500 metri sul livello del mare, ai piedi della catena montuosa Sangre del Cristo. E’ anche la capitale di Stato più antica del continente americano, fondata nel 1610 da missionari ed avventurieri spagnoli. Non vi sono grattacieli e tutti gli edifici devono rispettare l’architettura tipica del New Mexico, le abitazioni, di due piani al massimo, sono in stile adobe, realizzate cioè con uno stucco che è una mistura di terra, sabbia, acqua e paglia, lasciata essiccare al sole.
Poco lontano si trova Taos Pueblo, il più antico villaggio di nativi americani degli Stati Uniti, totalmente in stile adobe, dove non vi sono né elettricità né l’acqua corrente. Il villaggio è stato proclamato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.
Si riprende il viaggio verso sud, in direzione Alamogordo, fra steppe sterminate che affiancano il corso del Red River, uno degli affluenti del Rio Grande, il più importante fiume del New Mexico. I pochi centri abitati che si incontrano sembrano quasi delle ghost town: non si vede anima viva.
La carovana si addentra nel White Sands National Park, il complesso di dune di gesso più esteso al mondo, con più di 700 kmq di superficie. Le sue dune sono di un bianco accecante e hanno potuto formarsi grazie all’assenza di acqua che avrebbe sciolto il gesso.
Raggiungono la cittadina di Tombstone, per un tuffo nel selvaggio West e poi Tucson in Arizona, undicesimo stato toccato. Gli imponenti cactus caratterizzano il paesaggio.
Sono giornate molto calde, il deserto di Sonora è alle porte e nuove sfide attendono il team di Donnavventura che si è lasciato alle spalle il primo mese di viaggio.
Good job girls!