AITRRICOLASHISEIDO1A CLASSE - ALVIERO MARTINITOURING CLUB ITALIANOJEEPMASTERCARDESERCITO ITALIANO

21/07/2019 - Il mio primo weekend

La mia avventura è iniziata la mattina in cui è arrivata la mail di convocazione per la Thuile, ho aperto gli occhi verso le 10, venivo da una giornata devastante che ha segnato la fine di un rapporto a me molto a cuore. Ho aperto gli occhi ancora pieni di sonno e stanchezza, ho letto velocemente le notifiche del mio iphone tra cui la mail di Donnavventura e sono crollata di nuovo con l’intento di svegliarmi più tardi possibile, senza però riuscirci, pensavo troppo, arrivavano messaggi e chiamate come se la mia mente e ogni persona stessero cercando di farmi alzare dal letto e reagire.
Detto questo mi sono svegliata definitivamente, ho letto per bene e con attenzione la mail in cui c’era scritto che era tassativo avere il passaporto e così dopo cinque minuti di panico, non avendolo e rendendomi conto che volevo ed avevo bisogno di quest’esperienza, mi sono vestita al volo, ho preso le chiavi della macchina e sono corsa a sbrigare tutte le pratiche per ottenere il passaporto.
Posso dire quindi di aver preso quest’esperienza come una missione e sfida personale, è arrivata in un periodo particolare, sicuramente nel momento giusto. Una convocazione è stata in grado di darmi un’indescrivibile energia e speranza, dandomi l’occasione di poter realizzare con le mie forze un sogno che avevo ben custodito nel cassetto.
Arriva dunque questo famoso 19 luglio, il giorno della partenza. Treno da Roma al mattino presto, zaino enorme sulle spalle e dopo tre ore l’arrivo a Milano, ad aspettarci c’erano le bellissime veterane di Donnavventura, solari come non mai.
Un’ora e mezza di viaggio in autobus poi una breve sosta in autogrill, si riparte per un’altra ora e mezza e poi finalmente il campo base di La Thuile, immerso nel verde come in una culla tra le montagne.
Ultimi messaggi alle persone care, ultimi giretti sui social e via i telefoni presi insieme ai documenti di ognuna di noi, ed è qui che io mi accorsi di aver lasciato il passaporto sull’autobus che a quel punto aveva già fatto svariati chilometri lontano da noi. Subito attacco di panico con la paura immediata della squalifica, per fortuna grazie allo staff sono riuscita a recuperare il passaporto la sera stessa e a consegnarlo alla produzione.
Il giorno seguente abbiamo iniziato le prove, tra quelle attitudinali che non vedevo l’ora di fare e le prove video che personalmente mi mettevano un po’ di ansia, non essendo mai riuscita ad esprimere me stessa con naturalezza e in maniera completa. A quanto pare però, questa volta ci ho messo davvero il cuore per quest’esperienza e sono riuscita a fare ogni cosa, bene o male, restandone soddisfatta.
Finita la giornata del sabato, arriva il fatidico giorno della scelta delle sei ragazze che faranno parte del nuovo team di Donnavventura. Avevo il cuore in gola e tanta speranza, non mi sono mai ritrovata a volere una cosa così tanto. Iniziano a chiamare una ad una le prescelte, si parte dalla numero 14, poi la 21, la 36, per quarta la 51 che guarda caso era la ragazza con la quale avevo legato di più, per quinta finalmente io e per finire la numero 5. Non saprei descrivere l’emozione che ho provato, di quanto mi sentissi fiera di me in quel momento, della consapevolezza che a volte basta davvero solo crederci, alzarsi e fare subito quel che si vuole fare senza aspettare nulla, non rimandando mai a domani quel che si può fare oggi, ora.


Scroll