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27/07/2019 - Tiriamo le somme

Sono qui a scrivere il mio reportage, seduta su questa enorme scrivania con Maurizio, Alessandro e 7 ragazze, che fino ad una settimana fa neanche conoscevo e che ora sembrano essere la mia famiglia.
Il mio intento non è quello di raccontare quello che ho fatto in questi dieci giorni con Donnavventura ma quello che quest’esperienza ha creato e lasciato dentro di me. Ho dovuto iniziare fin da subito ad assumermi responsabilità, a lavorare e a cercare di crearmi delle solide basi per una vita serena. Purtroppo o per fortuna, però, non sono una persona in grado di accontentarsi, capace di trovare il giusto e restare lì a goderselo in serenità.
Qualche mese fa ho iniziato ad ascoltare i miei sogni, a tirarli fuori e visualizzarli nel mio presente e futuro. Ancora immersa nelle incertezze, ho mandato la candidatura a Donnavventura, quasi con il solo intento di tirar fuori una speranza in me. Ecco, siamo al 27 luglio 2019, è sabato e non un sabato qualsiasi. È l’ultima sera insieme a queste persone, ognuno speciale a modo suo, ognuno ha contribuito a insegnarmi nuove cose, anche piccole, scontate ma ad ogni modo importanti per diventare io una persona migliore, sempre di più.
Sembra che io abbia vissuto una vita parallela, come se fosse stato un sogno, ogni cosa è stata esattamente come io la desideravo, se non migliore.
Forse non sono in grado di raccontare precisamente quello che abbiamo fatto giorno per giorno, dagli audio video, alla fontina, alle interviste a vecchiette fatiscenti, al visitare e guidare ogni giorno in posti diversi. Per non parlare delle sfuriate di Maurizio, il nostro capo spedizione, che ci ha fatto vivere momenti di assoluta spensieratezza e risate e momenti di ansia con i suoi cambi di umore che, pian piano, ho iniziato a capire e a prenderli in modo diverso, quasi come se fossero tutte piccole lezioni di vita.
Avrei molto altro da dire e spero di avere la possibilità di continuare questa esperienza insieme a queste persone che ormai ho nel cuore. Ora però è ora di andare a dormire, domani mattina come sveglia sentirò di nuovo la voce di Maurizio che grida nella radiolina “tutte giù dalle brande”. Faremo una colazione ancora una volta tutti insieme a raccontarci cose e farci belle e calorose risate, poi tutte alla guida e si riparte per Milano.
Forse sono troppo romantica ma ci tengo a dire che, anche se è una frase scontata, basta crederci. Io ho creduto in me per la prima volta, ho creduto nel mio piccolo sogno custodito nel cassetto. Guardavo Donnavventura a pranzo da nonna e nonno e ogni volta nonno si girava dicendomi “pensa che bello se da grande riuscirai a fare un’esperienza del genere”. Beh, nonno, non ci sei più e non avevamo più rapporto da tanti anni ma durante quest’esperienza ho pensato spesso a te, seduto a tavola che sceglievi Rete Quattro per guardare Donnavventura.
Sono qui anch’io e sono fiera di me, forse per la prima volta nella mia vita.
Spero di riuscire a partire per la spedizione ma comunque vada ci tengo a ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini, lo staff di Donnavventura, le ragazze con cui ho condiviso questi giorni e, me. Sì, ci tengo a ringraziare me stessa per averci creduto e per riuscire a sognare ogni giorno ad occhi aperti.

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