






Lady Experience - Tunisia / Reportage Antonella
Chiamata da Donnavventura. Mi propongono di partire, ma questa volta siamo in alta stagione e per il mio lavoro ho qualche perplessità.
"Datemi un giorno e cerco di organizzarmi".
Alla fine confermo e parto.
2 ore e mezza di coda in autostrada. Arrivo a cena e incontro le mie nuove compagne di viaggio.
Mi piace conoscere persone nuove, sono curiosa di cogliere i tratti della loro personalità.
Alla mia sinistra c’è Anna: un viso fine e delicato, garbata nel modo di parlare.
Alla mia destra Samuela: una Donnavventura da sempre, molto loquace e simpatica.
Poi c’è Laura: bellissimo sorriso, simpatica ed esuberante. Mi annuncia subito che sarà la mia compagna di camera…bene, mi sembra molto piacevole.
Di fronte a me Caterina: persona dolce e affabile, mi sembra la più timida.
Tutta la compagnia è amalgamata da Maurizio, sempre entusiasta e che saluto sempre volentieri. Al suo fianco il suo braccio destro, Daniela, con la sua riservatezza e la capacità di gestire le situazioni, anche le più impegnative.
Dopo la breve presentazione andiamo in camera a scoprire cosa c’è in valigia: abbigliamento CMP, prodotti di protezione e creme MIAMO.
Notte tranquilla.
29 giugno 2026
Partenza e arrivo vicinissimi a Malpensa.
Prime foto con le mie compagne d’avventura.
Io sono sempre un pochino impacciata in aeroporto, ma sto prendendo confidenza con le pratiche.
Saliamo sull’aereo NEOS. Le due ore di volo ci permettono di conoscerci meglio. Iniziamo subito con le prime interviste all’equipaggio sui nuovi servizi digitali offerti da Neos, qualche foto tra di noi e solo dopo 2 ore arriviamo all’aeroporto di Djerba.
Ad attenderci c’è la nostra guida Monsef, docente all’Università di Tunisi, che ha trovato uno spazio per noi tra tutti i suoi impegni. Ci accompagnerà per tutta la settimana.
Dopo qualche problemino con i bagagli raggiungiamo il ristorante Haroun, che ha le sembianze di un vascello. Qui assaggiamo le prime prelibatezze della zona: un’orata al forno con verdure e le prime salsine piccanti. Conosciamo anche il Brick, una prelibatezza a base di uovo.
Raggiungiamo poi l’albergo per la prima notte in Tunisia. Durante il tragitto ci fermiamo a Houmt Souk, dove tocchiamo con mano i prodotti del luogo: tessuti, tappeti e arredamenti di molto buon gusto. Visitiamo un atelier di tessitura con laboratorio di abiti artigianali, tessuti ancora con macchine manuali, e una scuola di cucito per ragazze.
Dopo una sosta nel locale storico El Fondouk, gestito da una signora francese che ci offre il tè alla menta tipico della Tunisia, raggiungiamo l’Hotel SEACLUB DJERBA PLAZA THALASSO.
Con la mia compagna di camera, Laura, entriamo subito in sintonia. Giriamo il primo video promozionale di MIAMO e curiosiamo tra i vari prodotti.
Cena tutte insieme e poi subito a nanna. Domani mattina ci alziamo prestissimo per ripartire da vere donne Avventura…
30 giugno 2026
Sveglia alle 7 per lasciare i bagagli agli autisti. Alle 7:30 precise, perché Maurizio ci tiene molto alla puntualità, colazione abbondante che io apprezzo.
Partenza verso sud, verso Tataouine, per raggiungere il continente.
Durante il tragitto si notano estese piantagioni di ulivi: la Tunisia ha un’importante produzione di olio. Balza agli occhi anche una distesa di chilometri di pannelli fotovoltaici, che consentono persino l’esportazione di energia.
Attraversiamo una lingua di terra, accompagnata dall’acquedotto che già all’epoca i Romani avevano costruito, e raggiungiamo Ksar Ouled Soltane, governatorato di Tataouine.
Gli spostamenti sono accompagnati da chiacchiere tra di noi per conoscerci meglio e dagli interessanti racconti di Monsef, la nostra guida.
Ed ecco la prima sorpresa: siamo sul set di Star Wars. Proprio qui hanno girato una parte del film, in questo granaio-fortezza berbero che serviva a conservare cereali, olio e beni preziosi e a proteggere la comunità dalle razzie. La fortezza è costruita con mattoni di fango e ghorfa: un insieme di celle su più piani, di colore naturale e omogeneo, particolarmente fresche.
Ripartiamo e arriviamo all’Hotel Dakyanus. Riusciamo persino a fare un bagno in piscina e poi pranziamo.
Partenza per un altro Ksar trasformato in hotel: Ksar Hedada, molto carino, con piccole camere arredate in maniera tradizionale.
Rientrando vediamo il mercato di Tataouine, sosta in un bar con gli abitanti del posto, poi rientro all’Hotel Dakyanus.
Cena e tutti a nanna.
1 luglio 2026
Sempre puntuali per la ripartenza. Percorriamo ampi spazi con sullo sfondo la catena dell’Atlante Sahariano.
Arriviamo a Chenini, villaggio berbero scavato nella montagna dove scalini e case sono un tutt’uno con la roccia. Dall’alto il paesaggio è fatto di pianura e promontorio dell’Atlante. Mettiamo a punto le nostre capacità fotografiche.
Ripartiamo alla volta di Ksar Ghilane e arriviamo al campo tendato di Pan Sea.
La curiosità per la sistemazione in tenda è tanta. Lo stupore nel vedere l’interno così ben curato, con tappeti alle pareti, aria condizionata e bagno interno, ce la fa apprezzare ancora di più. Certo, essendo una tenda, è possibile che qualche amico/nemico animaletto ci faccia visita. Caterina ci chiede di ospitarla perché non apprezza troppo la visita di due scarafaggi nella sua tenda.
Dopo aver esplorato l’oasi, visto la sorgente dove ci si può bagnare, fatto un bagno nella piscina dall’acqua verde e salito sulla torre da cui si vede dall’alto l’estensione della vegetazione e il limite del deserto, ci prepariamo per la partenza con i quad.
Sotto il casco indossiamo il “ cheche “ che ci protegge dalla sabbia e dal vento del deserto. E poi via, verso questa nuova avventura. Guidare sulla sabbia è un po’ come guidare sulla neve, quindi per me è facile.
Dopo un bel percorso ci fermiamo a fare foto. Saliamo sulla duna che ci sembra più alta. L’orizzonte sembra sconfinato, il senso di infinito è palpabile. Il vento muove le dune, il sole sta scendendo e raggiungiamo i ruderi di un vecchio castello per aspettare il tramonto.
Il silenzio, il vento e lo spettacolo del sole che si accende all’orizzonte mi lasciano senza parole. Ma dobbiamo rientrare prima che faccia buio.
Cena leggera con zuppa e ricordo perfettamente il pane del mattino dopo: un pane fatto solo di farina e acqua, cotto tra le braci in un buco nel terreno per 20 minuti, poi ripulito dalla cenere e portato a tavola ancora caldo. Lo mangiamo con la mapella, la loro Nutella.
2 luglio 2026
Partiamo verso Douz. A metà strada ci fermiamo al Caffè dei Jilili, dove una signora carina e tipica ci offre il tè.
Sui muri di questo locale ci sono le firme di tutti i viaggiatori passati di lì, e anche noi lasciamo la nostra sotto il simbolo di Donnavventura.
Arriviamo tardi per il mercato del bestiame, ma è ancora vivace il mercato tradizionale: pieno di generi alimentari, pesce, spezie e oggetti per il vivere quotidiano.
Incontriamo due ragazzine in motocicletta, molto interessate a noi. Dopo alcune foto insieme ci chiedono il contatto Instagram per seguirci. Anche qui tutti i giovani hanno il cellulare e sanno usarlo.
Dopo aver comprato i datteri alla Boutique del Dattero, ripartiamo per l’Hotel Sahara Douz. Visto il gran caldo, ci concediamo un bagno in piscina in attesa di temperature meno elevate.
Nel tardo pomeriggio ci troviamo alla Porta del Sahara per foto e video di rito.
Raggiungiamo i dromedari per l’escursione nel deserto, meno sabbioso dell’esperienza precedente ma altrettanto bello. L’andatura lenta è piacevole e mette in contatto la persona con l’animale.
Abbiamo la fortuna di vedere il tramonto: prima dietro le nuvole, poi appare in tutta la sua bellezza.
Rientriamo a sera inoltrata.
3 luglio 2026
Partiamo alla volta di Tozeur. Non rinunciamo alla solita sosta per il caffè: sembra un autogrill in mezzo al nulla. Ci fanno sorridere le battute del signore che vende i datteri e sono divertenti anche le scritte sulle quattro porte del bagno.
Ci raccontano che su questa distesa salata ci si può inoltrare solo fino a un certo punto, perché poi si viene inghiottiti dalle sabbie mobili. Dicono che ci sia anche la carcassa di un pullman che non è più riuscito a riprendere la strada.
Questa distesa di sale ci sorprende con dei "miraggi" che ci fanno credere, erroneamente, che ci sia l’acqua.
Arriviamo alla città antica di Tozeur, molto bella e tipica, con i muri delle case costruiti a mattoncini sporgenti che creano ombra per mantenere la casa più fresca.
Abbiamo la fortuna di visitare la casa di un’artista del posto, Rauda, una donna emancipata che ha deciso coraggiosamente di vivere della sua arte.
Arriviamo all’Hotel Ksar Rouge. Pranzo con cous e verdure, tipico della zona.
Bagno in piscina per aspettare le ore più fresche, e poi visita a ONG Jemel, sito del set originale di Guerre Stellari. Troviamo casette basse in pietra e fango, con pareti color sabbia e tetto piatto.
Proseguiamo verso l’Oasi di Nefta "La Corbeille". Mi stupisce il paesaggio, che non immaginavo. Il deserto diventa roccioso, con gole profonde e palme che lo rendono verde. L’acqua sgorga da una sorgente che raggiungiamo a piedi e scende a cascatelle tra i gradoni di pietra, formando piccoli canali.
Il paesaggio è suggestivo, ma il caldo è tantissimo: mi dicono che ci sono 45°.
Io sudo come non mi era mai successo in vita mia.
Rientriamo in hotel e ci concediamo la shisha. Io, che non ho mai fumato, scopro di non essere nemmeno capace di tirare su il vapore.
La serata continua con chiacchiere tra amiche che solo qualche giorno prima non si conoscevano e ora sembra lo siano da sempre.
4 luglio 2026
Visitiamo il sito dedicato ad Abu Kacem Chebbi, poeta tunisino nativo di Tozeur di inizio secolo, con uno stile un po’ leopardiano. Saliamo gli scalini e la vista si perde in un paesaggio più roccioso e scavato..
Pranziamo in una piantagione di datteri. Ci spiegano che il dattero non è una pianta ma un fiore: c’è il fiore maschio e il fiore femmina. Non lo sapevo.
Proseguiamo verso l’oasi di montagna e arriviamo al Canyon di Mides, a poche centinaia di metri dal confine con l’Algeria. È un canyon profondissimo dove si vedono gli strati di roccia di diversi colori.. Anche qui sono stati girati film, tra cui Il paziente inglese. Il paesaggio è mozzafiato. Non immaginavo di trovare un canyon così in Tunisia.
Raggiungiamo Tamarza Palace verso sera, dove riusciamo a coccolarci in una bellissima SPA. Questo resort è architettonicamente perfetto nel paesaggio: ha gli stessi colori delle rocce che lo circondano.
La ragazza dei massaggi ci racconta che sta arrivando la bassa stagione, perché i turisti non resistono alle temperature di 50° sia di giorno che di notte.
Di fronte c’è il vecchio villaggio berbero in rovina, invaso da un’inondazione.
5 luglio 2026
Rientro verso Djerba con sosta a Matmata. In questi luoghi hanno girato Gesù di Nazareth.
Arriviamo in un’abitazione troglodita e veniamo accolti da una famiglia particolarmente affabile. Laura viene vestita dalla proprietaria con l’abito tradizionale e balla nella corte della casa.
L’abitazione ha la parte centrale scavata, profonda circa 4 metri. Tutte le camere sono interrate per essere più fresche, con l’entrata sulla corte centrale.
Dopo esserci deliziati con la bevanda ufficiale, il tè, ripartiamo per tornare all’hotel della prima notte a Djerba.
6 luglio 2026
Oggi è il giorno della partenza.
Torniamo in Italia ricche di un’esperienza e di un’avventura in più.
Mi sento privilegiata per aver condiviso questa esperienza con quattro nuove amiche, per essere entrata un po’ nella loro vita, aver conosciuto i loro pregi e anche le loro piccole debolezze.
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