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Giorno 4

Ancora una bellissima giornata di sole. La carovana parte per un luogo davvero speciale, la spiaggia di Felciaio, dove ad accoglierla c’è Tiziano, un amico di Donnavventura, campione di rally e consulente per la Dakar.

Dopo 4 chiacchiere in questo angolo di paradiso il team si rimette su strada, oggi la tabella di marcia è davvero molto fitta.
La seconda tappa in questa giornata dedicata alla gastronomia elbana è nel laboratorio Elba Magna dove le ragazze incontrano Gabriele, un artista pasticcere autodidatta, che ha riscoperto i dolci della tradizione dell’isola come il Cerimito e la Sportella. Incontriamo Anna una ragazza elbana, che vende i prodotti bio coltivati dalla sua famiglia per poi venderli nel suo grazioso chiosco dove le ragazze si gustano le primizie di stagione.

Ma, non soddisfatte le Donnavventura ripartono per andare a scoprire un’altra azienda tutta al femminile, il frantoio Arduini. Qui Giulia e Serena raccontano la storia della nascita del loro olio di oliva.

È arrivato il momento del pranzo dove la squadra si gusta uno spaghetto al sugo di Granseola, piatto tipico dell’isola e orgoglio degli elbani.

Nel frattempo, approda a Porto Azzurro il catamarano Obi One, fedele compagno di avventure del nostro team che lo accompagnerà nelle prossime mete. Il caso vuole che proprio di fronte al catamarano ci sia Alessandro, che con il suo apecar “Il Polpaio” vizia le ragazze con il suo street food.
Dopo tutto questo mangiare il team passeggiando lungo il porto incontra il comandante della polizia locale Maurizio e un esponente della guardia costiera.

La carovana riaccende i motori alla volta di Rio nell’Elba per riscoprire un pezzo di storia di questo piccolo borgo, il vecchio lavatoio, dove viene accolta dalle donne in costume tradizionale che raccontano le usanze del tempo alle ragazze. Il lavatoio è una struttura molto antica, ristrutturata negli anni 80, che veniva utilizzata dalle donne del paese per lavare i panni quando non c’era l’acqua corrente. Il lavatoio è diviso in due parti: la parte a valle con un vascone più grande rispetto a quella a monte poiché il primo lavaggio era quello più importante per togliere dai vestiti i residui di minerali e terra in quanto le attività principali erano quelle legate all’agricoltura e all’estrazione mineraria. L’acqua che alimenta i vasconi sembra che arrivi da una vena sotterranea che parte dalla Corsica che poi defluisce in quella che viene definita Valle dei Mulini.

Da qui le ragazze si avventurano verso la Valle di Giove, con zaino in spalla, armate di martello e scalpello, alla ricerca di minerali di pirite e ematite che rendono il paesaggio “lunare”.
Soddisfatte da questa escursione le ragazze hanno ancora un appuntamento importante: l’incontro con il comandante della capitaneria di Porto Ferraio.
Stanche da questa lunga ed impegnativa giornata, il team rientra al campo base per il meritato riposo.

Giorgia

 
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