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07/10/2019 - LA PRIMA SETTIMANA IN ISLANDA

Appena sbarcata in quest’isola sperduta del nord, ho subito la percezione che, questo posto, mi cambierà.
Non capita sempre, ma può accadere.
E qui, sin da subito mi sono sentita diversa. Come se anch’io avessi bisogno di connettermi con la natura che mi circonda. Calma interiore e silenzio. Respiri lunghi e occhi sgranati ad ammirare ogni angolo di questa terra dove i confini si mescolano, dove il cielo si fonde con il mare e le montagne creano figure insolite.
La quiete apparente è come un manto leggero che permea ogni cosa, ma al di sotto, la vita pulsa. Potente, Primordiale, impetuosa.
Come i vulcani. L’Islanda ne è piena.
E senti quella forza vibrare sotto la superficie.
Come le onde nella baia di Höfn che si infrangono sulle rocce creando una melodia di cui non puoi più fare a meno.
I fuoripista sugli altopiani, distese infinite di deserto lavico, dove ogni roccia sembra essere stata adagiata dalla mano sapiente di un architetto.
Il vento che soffia costante e le cascate che scorrono sulla roccia.
L’atmosfera surreale e mistica mi accompagna sin dal primo giorno in questa terra.
Qui, sai che dovrai metterti alla prova, superare i tuoi limiti, andare oltre.
Perché non è sempre facile, perché la pioggia è incessante, perché la nebbia copre le cime delle montagne, perché l’aurora boreale non arriva quando la desideri. La bellezza sta anche in questa continua attesa.
Del resto, come la vita, bisogna saper aspettare, e non scoraggiarsi o demordere alle prime difficoltà.
Questo è l’insegnamento che mi hanno trasmesso gli abitanti di questa terra, così fieri e indipendenti, e caparbi, perché qui, in Islanda, nulla è semplice e a portata di mano. Ogni destinazione come ogni sogno, richiede sacrificio, tempo e dedizione.
Appoggiata alla finestra di questa stanza, ammiro le vallate brulle e sento il cuore pieno.
Questa settimana è stata solo un inizio.
Un gran bell’inizio.

Lorena

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