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14/10/2019 - MAURIZIO E IL CAPO SPEDIZIONE

Tutto ha inizio nel lontano 2014. Ben cinque anni fa.
Io entusiasta come sempre, ma anche intimorita.
Che Donnavventura non fosse una passeggiata, l’avevo già capito.
Ma per imprimerlo bene nella mente, ci sono voluti pochi giorni.
Sul catamarano Micorazon, alla scoperta delle Porquerolles, con le mie compagne di viaggio e Maurizio, capo spedizione, cuore e mente della gran carovana di Donnavventura.
Diciamo subito che avevo iniziato con il piede sbagliato….Mea culpa. Ero arrivata in ritardo, e lui voleva rimandarmi a casa seduta stante.
Ma non l’ha fatto.
Ancora oggi non so perché.
Ma in quella settimana di navigazione, me l’ha fatta scontare.
Cercavo di essere invisibile per non prendermi cazziate, mi nascondevo a poppa se lui era a prua, andavo in camera se lui entrava in cucina e in casi estremi mi lanciavo in acqua. Dieci metri di una barca sembrano molti, ma quando c’è tensione, fidatevi, è come essere in una via senza sbocco.
Fino a quando ho deciso di affrontarlo:
“Senti Maurizio, probabilmente non è stato un buon inizio. Ma sono qui, e ho tutta la curiosità e la passione del mondo per imparare e proseguire questo viaggio. Mi dai una seconda possibilità?”
Lui, sulle prime non ha detto nulla.
Ma credo che un minimo, quelle parole, l’abbiano convinto a tenermi nella squadra, e a voltare pagina, ricominciando da zero.
Che dire di lui?
Lunatico, meticoloso, visionario e con un’innata capacità a creare squadre di sorelle da gruppi di sconosciute.
C’è chi durante la spedizione non riesce più a tollerarlo, perché Mauri, quando vuole, sa farsi odiare.
Ma per me ha rappresentato tanto:
Anzitutto ho iniziato a mangiare di tutto (io che fino ai 15 anni vivevo a pasta in bianco e pollo ai ferri).
Mi ha insegnato ad essere puntuale e precisa in tutto quello che faccio, ho compreso il lavoro di squadra e l’importanza di svolgere al meglio il proprio ruolo per rendere l’intera catena di montaggio più efficiente.
E poi… last but not least. Gli voglio un gran bene. Perché infondo, è un bambino che non ha mai smesso di sognare. E quando si mette una cosa in testa, costi quel che costi, la realizza.

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