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25/11/2019 - GIORDANIA ADVENTURE

Un nuovo ritorno in spedizione, questa volta solo per un breve, brevissimo periodo, meno di due settimane, che avrebbero dovuto corrispondere ad un itinerario israeliano, ma che per motivi di scurezza, si sono trasformate un una manciata di giorni in Giordania e il resto del viaggio si è svolto nella parte nord di Israele.
Per me è la seconda volta in Giordania, ho rivisto posti a me noti e ripercorso ogni giorno quella spedizione lunga e memorabile di qualche anno fa. Era il 2010, appena prima che scoppiassero i disordini della primavera araba, che hanno sconvolto la Siria e toccato altri paesi di quella parte di mondo.
Ho rivisto Amman, che è diventata molto più trafficata e caotica; non l’avevo trovata interessante allora e neppure questa volta mi ha stupito. Notevole il teatro romano che risale al II secolo d.C., mentre quanto è stato realizzato nei successivi diciannove secoli non mi ha colpito prticolarmente, neppure il quartiere moderno, con palazzi di vetro che strizzano l’occhio all’occidente.
Il Mar Morto resta il mio mare preferito! Ho adorato galleggiare nelle sue acque, sostenuta da quella concentrazione salina che rende l’acqua densa e oleosa e per ben due volte mi sono cosparsa di fango dalla testa ai piedi… risultato assicurato! Pelle più liscia, purificata e drenata. Bisognerei fare una gitarella qui almeno una volta ogni 15 giorni.
Dulcis in fundo il Wadi Rum, il deserto rosso di Giordania, che non smette di affascinare con le sue gradazioni di rosso e arancio. I monoliti rocciosi sono modellati dal vento, così da sembrare dei merlettati, imponenti e morbidi al tempo stesso, e il susseguirsi di vallate sabbiose è a dir poco ipnotico. Abbiamo dormito in campi beduini, spartani ma non troppo, pervasi da quel buon profumo di tè alla menta che fa tanto romanzo.


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