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26/11/2019 - DISCOVERING ISRAELE

Il mio viaggio alla scoperta della Terra Santa ha avuto inizio, invero, con qualche giorno di ritardo e secondo un itinerario un po’ diverso rispetto a quello stabilito originariamente. Com’è tristemente noto, infatti, i disordini in questa zona sono davvero frequenti, dunque abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno in più in Giordania e di non attraversare il confine entrando in Israele via terra da Eilat ma tramite un volo su Tel Aviv, non appena la situazione è tornata alla normalità.
Il primo impatto con questo paese è stato connotato dall’impressione di essere tornata in occidente. Nonostante la sua posizione geografica, Israele è diverso dagli altri stati mediorientali. A determinare le sue peculiarità è innanzitutto il fatto che si tratta dell’unico Paese la cui popolazione è a maggioranza ebraica e che è organizzato secondo il calendario ebraico. Gli ebrei provenienti da varie parti del mondo che si sono trasferiti qui hanno portato con sè il loro variegato bagaglio culturale, dando vita ad un meltin’ pot di tradizioni, usi ed etnie.
Inoltre, passeggiare per le vie di Gerusalemme significa cogliere a pieno il senso della convivenza, non sempre pacifica, delle tre religioni -cristiana, musulmana ed ebraica- con tutto ciò che questo comporta. Il rintocco delle campane si alterna al richiamo del muezzin ed al ritmo delle preghiere ebraiche, creando un’atmosfera a tratti surreale e sicuramente unica al mondo.
Ma un altro aspetto particolare è dato dalla profonda differenza che esiste tra Gerusalemme, la città santa per eccellenza, il resto del Paese e Tel Aviv. Quest’ultima, infatti, mi ha sorpreso per il suo brulicare di giovani, vita, arte, leggerezza e positività.
Israele ed i territori palestinesi danno vita ad un mix di componenti difficile da trovare in altri posti; i contrasti sono il denominatore comune.
Impossibile, infine, non farsi trascinare dalla fortissima spiritualità che caratterizza questi luoghi sacri, specialmente per chi, come me, è credente. La visita a Gerusalemme, Nazaret e Betlemme è stata particolarmente toccante. Ma l’energia che promana da alcuni siti è quasi palpabile anche per coloro che non professano nessuna religione. Che si tratti del Santo Sepolcro, del Muro del Pianto o della Cupola della Roccia basta fermarsi un attimo per cogliere la forza trascendente che inonda gli animi.
Se dovessi riassumere in tre parole questo territorio sorprendente, dalla storia tanto travagliata quanto profondamente affascinante, sceglierei proprio: contrasti, spiritualità ed energia.

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