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20/01/2020 - Qatar

QATAR
Brevissimo rientro a Milano, giusto per imprimere ancor di più dentro di me la certezza che io al freddo non riesco a vivere, e si riparte per l’ultima, stravagante, curiosa e soprattutto calda tappa di questa spedizione: il Qatar.
Terra ricca di tradizione e progresso, dal forte contrasto tra vecchio e nuovo.
Campo base rigorosamente al Suq Waqif, il mercato, cuore pulsante della città di Doha. Tra le piccole vie labirintiche si percepisce in maniera concreta, la vera essenza di questo popolo capace di mantenere vivo il patrimonio culturale che va ben oltre il mero deserto.
Le mie narici ricordano ancora quel profumo che inebriava le piccole strade. Avrò testato un centinaio di profumi diversi, mirra, incensi e qualsiasi cosa avesse un buon aroma.
Gli uomini in bianco e le donne in nero camminavano in gruppi, ed io li osservavo, ponendomi tante, forse troppe, domande.
Dall’altra parte della Corniche, il suggestivo “lungo mare” della capitale dove si ergono enormi grattacieli dalle forme più strane che la sera, illuminati, ci regalavano come panorama uno degli skyline più belli al mondo.
E poi ancora deserto, dove dune di sabbia sprofondano in mezzo al mare… gita in kayak tra le mangrovie (eh si, perché al contrario di quello che potete immaginare, il Qatar è pieno di mangrovie), musei dall’architettura super innovativa, con progetti firmati da architetti del calibro di Jean Nouvelle che si è ispirato alla rosa dei venti per disegnare il Museo Nazionale del Qatar.
Insomma, un mix incontrollabile tra vecchio e nuovo, verità e finzione, storia ed innovazione continua. Un paese inaspettato che mi ha lasciato un bellissimo ricordo. Sarà forse la mia particolare propensione nei confronti del mondo arabo, un po’ misterioso e così elegante, che mi lega a posti meravigliosi come questo.
La spedizione però volge ancora una volta al termine. La fine di un’esperienza mi rende sempre triste. Mi ritrovo adesso a dover salutare le mie compagne di viaggio, sicura di rivederle e sentirle ogni volta che ci sarà la possibilità.
Grazie ancora Donnavventura per questi 60 giorni intensi di viaggio che mi hanno fatto scoprire un altro angolo di mondo che non conoscevo.

Marianna

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